Secca di S. Stefano - Marina degli Aregai (IM)
La Croce (25-36m) - Media difficoltà
Canyon (24-36m) Media difficoltà
Il canyon è un'immersione per subacquei abbastanza esperti. Il percorso comincia lungo una parete di circa sei metri, ricoperta da folti rami di gorgonie rosse e gialle, alla quale segue una grande roccia posta frontalmente, che con altri scogli da origine ad un percorso spettacolare. Le tane che si formano tra le rocce ospitano un numero notevole di polpi, murene ed astici. Tra le gole è frequente l'incontro con il pesce pelagico.
Canyon terra (24-36m) - Media difficoltà
Zona in cui la caduta si spezza in numerosi scogli distinti che formano anfratti, passaggi e cunicoli. Anche qui salta subito all'occhio la costante presenza delle gorgonie rosse.
Coda (29-37m) - Impegnativa
Aereo BR20 (47 metri) - Impegnativa
Spiaggia di Ventimiglia: la palestra del corso Rescue
Siamo sulla spiaggia confinante con il molo di massi che ci separa dalla foce del Roja; predisponiamo il cartello che segnala ai frequentatori l’effettuazione di esercitazioni di corso per il Salvamento subacqueo in modo che nessuno si allarmi. Questa spiaggia si presta molto bene allo scopo in quanto declina dolcemente da un lato e ripidamente dall’altro verso il mare e, per rendere più impegnativi i test nelle tre fasi, cerchiamo di individuare giornate in cui il moto ondoso sia vivace, provochi una leggera risacca e se è presente anche un pò di corrente non guasta. Nella prima fase il subacqueo che simula difficoltà è già pronto in acqua, a circa 30 metri dalla riva ed al segnale di inizio esercitazione il soccorritore entra in azione con il solo ausilio della muta, se la temperatura dell’acqua lo richiede e con potenti bracciate lo raggiunge; con prese al corpo e stili di nuoto appropriati inizia il trasporto verso la riva per la messa in sicurezza. Nella seconda fase due subacquei indossano muta, pinne, maschera e aeratore; partono dalla riva insieme e, arrivati sul punto definito, recuperano alternativamente il subacqueo dal fondo, lo riportano in superficie e lo trasportano praticando con ritmo regolare la respirazione artificiale fino alla messa in sicurezza sulla spiaggia, dove simuleranno l’applicazione del massaggio cardiaco. Nella terza fase i subacquei indossano anche l’ARA, ripetono tutte le simulazione della seconda fase, aggiungendo in sincronia la svestizione dell’intero gruppo respiratore durante il trasporto. L’esercitazione ha richiesto complessivamente un impegno di circa 4 ore ma al termine della giornata di lavoro i risultati sono molto buoni……tutti sono salvi.






