Foto di Alfredo Cibrario

 

 

Secca di S. Stefano - Marina degli Aregai (IM)

La Croce (25-36m) - Media difficoltà

La Croce è senza dubbio uno dei punti più belli della Secca. L'immersione comincia davanti ad una croce commemorativa alta circa 4 metri, posata circa dieci anni fa dalla Società Subacquei Piemontesi. Cominciamo l'immersione seguendo la parete ricca di gorgonie rosse alla nostra destra e ci dirigiamo verso un piccolo anfiteatro costituito da massi disposti a cerchio che offono rifugio ad aragoste, murene e mustelle. Spesso si incontrano anche delle cernie. Iniziamo il rientro sopra la caduta curiosando nel "grotto" alla ricerca di murene, gronghi, aragoste e gamberetti. Si possono sempre vedere numerosi nudibranchi. Nel periodo invernale e primaverile è frequente l'incontro con la rana pescatrice. Nel periodo primaverile ed estivo l'incontro con i barracuda è quasi assicurato.

Canyon (24-36m) Media difficoltà

Il canyon è un'immersione per subacquei abbastanza esperti. Il percorso comincia lungo una parete di circa sei metri, ricoperta da folti rami di gorgonie rosse e gialle, alla quale segue una grande roccia posta frontalmente, che con altri scogli da origine ad un percorso spettacolare. Le tane che si formano tra le rocce ospitano un numero notevole di polpi, murene ed astici. Tra le gole è frequente l'incontro con il pesce pelagico.

Canyon terra (24-36m) - Media difficoltà

Zona in cui la caduta si spezza in numerosi scogli distinti che formano anfratti, passaggi e cunicoli. Anche qui salta subito all'occhio la costante presenza delle gorgonie rosse.

Coda (29-37m) - Impegnativa

Zona ricca di meravigliose gorgonie, dove è presente il relitto di una coda d'aereo, quanto rimane di un Cant-Z506B o 1007bis, un trimotore abbattuto durante la guerra e disintegratosi al contatto con la superficie del mare. Un'elica di questo aereo fa parte di un monumento ai caduti che si trova a S.Stefano al Mare.

Aereo BR20 (47 metri) - Impegnativa

Caduto durante la II guerra mondiale, il Fiat BR20 è stato il primo bombardiere italiano ad essere costruito interamente in metallo. Addormentatosi ad una profondità di 47 mt, proprio davanti a S.Stefano, offre la possibilità di ammirare, nella loro sorprendente integrità, la mitragliatrice, i proiettili e tutte e due le eliche. Oltre all'indiscusso interesse storico, quest'immersione è notevole anche dal punto di vista biologico: la struttura dell'aereo è diventata infatti un rifugio per molte specie marine che si possono facilmente incontrare immergendosi su questo indimenticabile relitto.

 

Spiaggia di Ventimiglia: la palestra del corso Rescue

Siamo sulla spiaggia confinante con il molo di massi che ci separa dalla foce del Roja; predisponiamo il cartello che segnala ai frequentatori l’effettuazione di esercitazioni di corso per il Salvamento subacqueo in modo che nessuno si allarmi. Questa spiaggia si presta molto bene allo scopo in quanto declina dolcemente da un lato e ripidamente dall’altro verso il mare e, per rendere più impegnativi i test nelle tre fasi, cerchiamo di individuare giornate in cui il moto ondoso sia vivace, provochi una leggera risacca e se è presente anche un pò di corrente non guasta. Nella prima fase il subacqueo che simula difficoltà è già pronto in acqua, a circa 30 metri dalla riva ed al segnale di inizio esercitazione il soccorritore entra in azione con il solo ausilio della muta, se la temperatura dell’acqua lo richiede e con potenti bracciate lo raggiunge; con prese al corpo e stili di nuoto appropriati inizia il trasporto verso la riva per la messa in sicurezza. Nella seconda fase due subacquei indossano muta, pinne, maschera e aeratore; partono dalla riva insieme e, arrivati sul punto definito, recuperano alternativamente il subacqueo dal fondo, lo riportano in superficie e lo trasportano praticando con ritmo regolare la respirazione artificiale fino alla messa in sicurezza sulla spiaggia, dove simuleranno l’applicazione del massaggio cardiaco. Nella terza fase i subacquei indossano anche l’ARA, ripetono tutte le simulazione della seconda fase, aggiungendo in sincronia la svestizione dell’intero gruppo respiratore durante il trasporto. L’esercitazione ha richiesto complessivamente un impegno di circa 4 ore ma al termine della giornata di lavoro i risultati sono molto buoni……tutti sono salvi.